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Piazza Aubry (ex piazza Conceria)
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I monti Lattari
Di tutti i
massicci calcarei della Campania, i Lattari (il cui nome, già in passato, si
pensava si riferisse all’abbondanza dei pascoli e alla rinomata produzione
del latte) rappresentano certamente il rilievo più originale, con i loro
caratteri tipicamente alpestri. Con un balzo essi si levano dal mare a quasi
millecinquecento metri di altezza: la loro massima culminazione, il monte Sant’Angelo
a tre Pizzi, incombe direttamente sulle case di Positano mentre numerose altre
sono le cime superiori ai mille metri come il Faito e la selvaggia Croce della
Conocchia.
La parte dei
Monti Lattari che ci interessa maggiomente, è quella ad Oriente, dove ad
aspre e tormentate vallate, rivestite di faggeti e castagneti,
si alternano terrazzamenti agrari delle pendici, ma dove soprattutto si
aprono i caratteristici centri abitati, tra i quali spicca, coronata da queste
meraviglie naturali, la città di Gragnano. Gragnano da modesto borgo agricolo è diventato un grosso agglomerato di
oltre trentamila
abitanti e con la presenza sul territorio di numerose industrie alimentari,
pur conservando però un paesaggio in cui la secolare impronta dell’opera
umana è riuscita a fondersi con il substrato naturale, facendo in modo che le
inevitabili trasformazioni imposte dal progresso non abbiano deturpato i
luoghi della città che conservano pressoché inalterati i loro poteri di
suggestione spirituale ed estetica. Questo territorio è situato a breve
distanza da Napoli, la grande metropoli del mezzogiorno, e dalle famose
località confinanti, mete molto frequentate da italiani e stranieri e per
tesori d’arte e per bellezze naturali.
Piazza
San Leone
E’ la
principale piazza del paese, circondata da tre lati di fabbricati, il quarto
lato verso settentrione è chiuso da un arco-canale che ha da un lato il
rustico di un antico mulino ed al lato
opposto un altro piccolo arco-canale sotto il quale passa la stradetta che
porta al santuario della Madonna dell’Incoronata.
La piazza è
molto ampia ed ornata al centro da una fontana monumentale di pietrarsa
costruita nel 1604, a forma di conca, nella quale si raccoglie l’acqua che
sgorga dalle sue bocche . Sulla sinistra della piazza si apre l’antica
strada di Via Vecchia San Vito, molto particolare per le sue caratteristiche
centenarie.
Piazza Aubry
(ex piazza Conceria) Situata nel cuore della città, questa piazza è chiusa da tre lati da fabbricati e dal quarto è delimitata dalla maestosa chiesa del Corpus Domini Da questa piazza partono varie strade: una porta alla stazione ferroviaria e prosegue per il viale Giovanni Della Rocca fino a sboccare in via San Marco ed un’altra porta in Via Pasquale Nastro per arrivare nella secolare Via Roma ed un’altra ancora dopo aver sostato davanti alla chiesa del Carmine ed all’attiguo cenobio, s’arrampica fino a sboccare sulla provinciale che conduce ad Agerola. In questa piazza è stato recentemente collocato il monumento dei Caduti per la Patria.
Sigliano
Attraverso la
strada che conduce ad Agerola si accede alla località di
Sigliano,
piccolo agglomerato di case situato sulla collinetta ai
piedi del Monte Pendolo.
Piazza
Trivione
Questa era la
piazza più antica della città ed aveva al centro una bellissima fontana di
pietrarsa. Da essa dipartiva via Roma, strada importantissima nella tradizione
antica dei maccheroni. Di questa piazza e del suo antico splendore non
rimane più niente in quanto sia il terremoto del 1980 sia l’abusivismo
edilizio hanno deturpato inesorabilmente la sua bellezza
Caprile
E’ un
pittoresco villaggio costituito da un folto gruppo di casette arrampicate sul
costone roccioso il cui elemento principale è il palazzo Della Rocca,
bellissima costruzione risalente al secolo XVIII. Per secoli, Caprile, ha
conservato la struttura sociale di una comunità agricola nella quale alla
prestazione d’opera del dipendente è congiunta l’attività del padrone,
oltre che direzionale anche manuali, ove il caso lo richieda. Questo borgo è
sempre stato un oasi di pace, un modello di esemplare tranquillità rurale che
raramente emerge nella storia bellicosa di Gragnano.
Castello
Situata a duecentottanta metri sul livello del mare, la frazione di Castello si eleva sul dorso di un torrente e precisamente a nord del colle detto “Carpineto”.
Maestosa e solenne, domina la bellissima piazza e la più antica della chiese gragnanesi, patrimonio culturale di importanza secolare detta: “venerabilis ecclesia matrix” di Santa Maria dell’Assunta di Castello costruita ai primi secoli dell’era cristiana.
La storia di questo borgo medievale è
legata a quella di Amalfi di cui costituiva un invalicabile caposaldo
difensivo sul confine Nord. Il primo documento storico su Castello risale al
1018 ma nella vicina località di aurano sono stati rinvenuti reperti sanniti
e romani. Attualmente Castello è abitato da circa duecento persone che compongono cinquanta famiglie.
Chi visita il
borgo rimane affascinato dall’ambiente sereno, lontano dal traffico
cittadino, accolto con cordiale ospitalità dai suoi abitanti. Immersa nel
verde dei vigneti, degli uliveti
e dei ciliegi che,
ancora oggi, danno prodotti di
eccezionale qualità, questo borgo ha conservato intatti i valori delle
antiche tradizioni tramandate da padre in figlio.
AuranoDopo Castello, una delle parti più antiche di Gragnano è Aurano, un piccolo borgo situato a duecentosessanta metri dal mare la cui estensione comprende vigneti, uliveti e boschi. E’ una zona completamente immersa nel verde in cui il dramma dell’inquinamento non ha minimamente intaccato il bellissimo paesaggio.
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